Anche tu donatore La donazione

Quali sono le procedure di donazione ed i rischi ad essa correlati?


Tutte le procedure di prelievo di sangue o di emocomponenti vengono effettuate sotto sorveglianza e responsabilità di personale sanitario formato e competente.
Per “sangue intero” si intende il sangue prelevato, a scopo trasfusionale, da un donatore, utilizzando materiale sterile, monouso e corredato di apposite sacche di raccolta contenenti una soluzione anticoagulante.
La durata della procedura è in media di 5-10 minuti e comporta il prelievo di 450 ml di sangue. Il sangue raccolto non viene utilizzato in toto, ma, mediante una particolare procedura chiamata frazionamento, viene separato nei suoi costituenti. Da una singola unità di sangue intero è possibile ottenere tre unità di emocomponenti:
  • i globuli rossi concentrati;
  • le piastrine;
  • il plasma.

Sono questi emocomponenti che vengono utilizzati a scopo trasfusionale.

Con la donazione mediante aferesi il donatore dona una sola o più componenti del suo sangue: plasma (plasmaferesi), piastrine (piastrinoaferesi), plasma e piastrine (plasmapiastrinoaferesi), globuli rossi e piastrine (eritropiastrinoaferesi), globuli rossi e plasma (eritroplasmaferesi).
La procedura avviene mediante l’utilizzo di un’apposita apparecchiatura (separatore cellulare) che consente la separazione del sangue prelevato nelle sue componenti: viene raccolto in un’apposita sacca l’emocomponente selezionato, mentre il sangue residuo viene reinfuso al donatore.
Il tempo di donazione può variare dai 30 ai 60 minuti con variazioni individuali condizionate da alcuni parametri: i più importanti sono rappresentati dai parametri di partenza del donatore (ad esempio il valore dell’ematocrito, delle piastrine) e dall’entità del flusso venoso.

I rischi connessi alle procedure di donazione sono pochi e di piccola entità: i più frequenti sono la comparsa di ecchimosi nel punto di prelievo e la lipotimia (svenimento) legata in genere più all’emotività del soggetto che non al volume di prelievo. Solo molto raramente si verificano effetti collaterali più gravi che richiedono un trattamento terapeutico specifico.


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