Vaccino anti-Covid per i donatori e il personale associativo: le risposte del Ministero



Il gesto solidaristico dei donatori di sangue è essenziale ai fini degli obiettivi del Sistema Sanitario Nazionale, per questo i donatori di sangue potranno essere sottoposti a vaccinazione anti-Covid in una fase successiva rispetto alle categorie già individuate quali prioritarie, ovvero: operatori sanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, persone di età avanzata e persone con più di una patologia clinica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità.

A comunicarlo è il dottor Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, che ha scritto oggi alle Associazioni e Federazioni del dono del sangue ed emocomponenti e agli Assessori alla Sanità delle Regioni e Province autonome.

Il documento specifica anche la disponibilità del vaccino anti-Covid per:

  • il personale sanitario (medici ed infermieri) che svolge l’attività sanitaria di raccolta di sangue ed emocomponenti presso le Unità di raccolta sarà sottoposto a vaccinazione secondo le modalità già individuate per gli operatori sanitari operanti presso le strutture pubbliche o private.
  • gli operatori delle Unità di raccolta, i quali collaborano nella gestione dei donatori, possono essere assismilati alla categoria degli operatori da sottoporre prioritariamente a vaccinazione.

Giovanni Musso, Presidente Nazionale FIDAS, dichiara: «Esprimo grande soddisfazione per le risposte ottenute dal Ministero della Salute, che fanno seguito alle tre richieste scritte in maniera congiunta dal CIVIS, il Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani Sangue. I donatori di sangue compiono un gesto fondamentale per la tutela di tante persone affette da patologie o che subiscono incidenti e traumi, che necessitano di trapianti o anche solo per le conseguenze legate al parto. Il vaccino sarà una doppia tutela, in primis per il donatore, di conseguenza per i sui congiunti, ma anche per assicurare le scorte di sangue necessarie per le terapie trasfusionali che avvengono quotidianamente. La scelta di poter vaccinare i donatori in maniera successiva al personale sanitario e alle persone più deboli è una scelta che dimostra consapevolezza del fondamentale ruolo rivestito dai donatori».


POSSO DONARE SE MI FACCIO IL VACCINO PER IL CORONAVIRUS?
Sì, basterà seguire le consuete sospensioni temporanee alla Donazione, come previsto anche da una Circolare della Regione Veneto [LEGGI LA CIRCOLARE].

Nello specifico il Centro Nazionale Sangue fornire le seguenti indicazioni:
  • i soggetti asintomatici vaccinati con virus attenuati, virus inattivati, vaccini che non contengono agenti vivi o vaccini ricombinati (ad es. vaccini a base di mRNA o sub-unità proteiche, come quello Pfizer, Moderna e Astrazenecapossono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 48 ore da ciascun episodio vaccinale (quindi sia per la prima e seconda somministrazione). 
Quale misura precauzionale, i soggetti che abbiano sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 possono essere accettati alla donazione di sangue ed emocomponenti dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi.

Per maggiori info su come gestire la propria donazione in questo periodo visita questo [LINK]

Maggiori informazioni anche qui fidas.it
Circolare della Regione Veneto sulle Vaccinazioni Covid [LINK]
Circolare del Centro Nazionale Sangue sul Vaccino AstraZeneca [LINK]


Fonte : Fidas.it